Sindrome del Colon Irritabile e Dieta, quale approccio seguire per contrastarne i sintomi

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un comune disturbo gastrointestinale (GI) funzionale, con un’alta prevalenza globale (11,2%) e un forte impatto sulla qualità della vita. Secondo i criteri di Roma IV, la sindrome è definita come dolore addominale ricorrente per almeno 4 giorni al mese per almeno 2 mesi, associato a uno o più dei seguenti: legato alla defecazione, un cambiamento nella frequenza delle feci e/o un cambiamento nella forma o nell’aspetto delle feci. L’IBS può essere classificato in 4 sottotipi: 

  • IBS con predominanza di diarrea (IBS-D)
  • IBS con predominanza di stitichezza (IBS-C)
  • IBS con abitudini intestinali miste (IBS-M)
  • IBS non classificato (IBS-U).

La fisiopatologia dell’IBS non è completamente compresa, ma diverse anomalie sembrano contribuire alla sua patogenesi, tra cui la disfunzione dell’asse cervello-intestino, la dismotilità intestinale, l’ipersensibilità viscerale, l’infiammazione mucosale di basso grado, l’aumentata permeabilità intestinale e l’alterazione della microbiota.

Gli Alimenti come stimolo per la Sindrome del Colon Irritabile

Diverse ricerche fanno riferimento al ruolo della dieta nell’IBS, il che potrebbe essere spiegato da meccanismi modulatori atipici dell’intestino in risposta alla stimolazione dei recettori intestinali mediata dai nutrienti. La presenza di nutrienti nel tratto gastrointestinale influisce sulla motilità gastrointestinale, la sensibilità, la funzione di barriera e il microbiota intestinale.

Allo stesso modo, l’ipersensibilità alimentare e l’intolleranza alimentare sono state individuate come sottostanti alla patogenesi dell’IBS.

L’ipersensibilità a determinati alimenti potrebbe svolgere un ruolo causando un’infiammazione intestinale di basso grado, un aumento della permeabilità della barriera epiteliale e un’ipersensibilità viscerale.

Sostanze chimiche bioattive presenti negli alimenti (ad esempio, salicilati) potrebbero anche contribuire e scatenare sintomi gastrointestinali nell’IBS, possibilmente inducendo un’ipersensibilità viscerale a seguito di esposizione cronica.

La distensione luminale è un altro meccanismo mediante il quale si ritiene che il cibo possa indurre sintomi nell’IBS, in quanto i carboidrati a catena corta nella dieta possono aumentare la ritenzione luminale dell’acqua e la produzione di gas, portando così a gonfiore, dolore e un aumento dell’ipersensibilità viscerale.

La Dieta GAPS. Un approccio Chiave per contrastare la Sindrome del Colon Irritabile

Il Protocollo GAPS, mirando a ristabilire l’equilibrio del microbiota intestinale, si configura come un valido alleato nella gestione dei sintomi della sindrome del Colon Irritabile. L’adozione della dieta GAPS rappresenta un’opzione preziosa per attenuare i sintomi, ridurre il dolore e affrontare i disagi correlati a questa condizione. La dieta GAPS, nota per il suo orientamento verso il miglioramento dei sintomi neuropsichiatrici, emerge come una soluzione promettente per chi cerca un approccio efficace alla gestione del Colon Irritabile. Numerosi pazienti hanno sperimentato notevoli benefici adottando il Protocollo GAPS, trovando sollievo dai sintomi associati a questa patologia gastrointestinale.

 



Marzo 9, 2024

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