Come ho curato la Diastasi Addominale

La diastasi dei retti addominali è un disturbo fisico presente soprattutto nelle neomamme, e nelle persone con un passato di obesità importante.

È una problematica in crescita anche se ancora pochi medici e poche persone sono a conoscenza di cosa sia davvero la diastasi!

Io ero una di quelle…come il primo medico a cui mi sono rivolta, e questo purtroppo l’ho pagato sulla mia pelle.

In questo articolo racconterò la mia storia, perché possa essere d’aiuto per chi cerca una soluzione per la diastasi addominale. 

E soprattutto ho a cuore la DIVULGAZIONE della sua conoscenza, per rendere consapevoli le donne che ne soffrono senza neanche saperlo.

Evitare che ricadano in errori già fatti da tante altre, e ritrovare il benessere e la forma fisica il prima possibile.

Ma la sfida più grande sarà la PREVENZIONE, cosa che già mi impegna a fondo come nutrizionista aiutando le donne che desiderano una gravidanza attraverso la dieta e lo stile di vita, per mantenere la salute intestinale e elasticità del collagene, strettamente correlati!

1. Cos’è la DIASTASI DEI RETTI ADDOMINALI?

Puoi comprendere semplicemente cosa sia la diastasi dei retti addominali osservando questa immagine:

Autovalutazione diastasi dei muscoli retti addominali | Vediamo come fare

 

Quando rimaniamo incinte il nostro addome deve allargarsi per lasciar posto al feto.

I retti addominali si allontanano, ma sono tenuti da un tessuto elastico che dopo il parto dovrebbe riportarli vicini al proprio posto.

Ecco, questo non accade purtroppo in tutte le donne, e addirittura in molte, io tra queste, si lacera lasciando uscire ernie ombelicali o epigastriche (io le avevo entrambe!).

È la prima foto che ho visto quando ho realizzato che nel mio addome c’era “ancora” qualcosa che non andasse.

Ma andiamo un attimo indietro nella storia per farti comprendere meglio…

Era il 2017 quando decisi di “togliere” finalmente quell’ernia epigastrica che mi portavo dietro dalla gravidanza del mio primo figlio (e ne ho avuti 3).

Un bozzetto sugli addominali e un gonfiore perenne come se fossi sempre incinta.

Mi affido ad una visita di chirurgia generale, mi operano, mi mettono “semplicemente” una retina in laparoscopia.

Dopo il travaglio dell’operazione, tra la degenza sofferente e il post operatorio che ricordo tremendo, d’estate bloccata con 3 figli piccoli, l’ernia era ancora lì! Non era cambiato NULLA!

Cominciano i dolori di schiena, l’operazione mi aveva regalato una grande rigidità nel diaframma, vado presso il centro di fisioterapia di Massimiliano Mariani (Kyros, a Roma, dove ora visito come Nutrizionista) e sento per la prima volta la parola “DIASTASI”.

I miei problemi a detta di Massimiliano erano dovuti alla parete addominale che aveva ceduto, ed avrei dovuto operarmi…ma io ero stata appena operata!!!

Comincio a cercare informazioni a riguardo e ricevo chiarimenti da Isotta Ognibene, che ha un istituto di bellezza a Roma dedicato proprio alle mamme, Mommy’s Beauty Longe.

Grazie a lei conosco Elena Albanese, una donna fantastica che aveva fondato addirittura un’associazione, DIASTASI DONNA, dedicata proprio alla divulgazione e alla corretta risoluzione della diastasi addominale! E questa immagine è proprio quella rappresentativa del suo sito.

In quel breve ma intenso periodo ho compreso che era tutto da rifare, mi sarei dovuta rioperare!

La rabbia era tanta, per la non conoscenza della patologia tra i medici stessi, soprattutto quello che mi è capitato al Campus Bio Medico di Roma, nonostante nella stessa struttura al reparto di chirurgia estetica la diastasi era nota e “trattata” come dovuto!

2. Come si cura la DIASTASI DEI RETTI ADDOMINALI?

Parlare di “cura” intende purtroppo solo una cosa: l’intervento chirurgico.

Non ci sono altre soluzioni definitive, anche se si possono ottenere buoni risultati di contenimento e rinforzo con la ginnastica ipopressiva o altri esercizi specifici.

Per entrare nel dettaglio di quali operazioni vengono eseguite, quali esami specifici fare, dove andare in convenzione, vi lascio al sito DIASTASI DONNA.

In sintesi, l’operazione consiste nel chiudere la parete che si è lacerata tra i due retti addominali, attraverso una cucitura lungo la linea alba.

Si fa con diversi tipi di “accesso”, tra cui un taglio da anca ad anca (o anche più corto) e “scoperchiamento” dell’addome per procedere alla cucitura, oppure con tecniche innovative attraverso laparoscopia e robot.

In questi 5 anni di studio e analisi di come e quando avrei affrontato DAVVERO la mia diastasi addominale, sono arrivata a conoscere la tecnica THT del Dott. Alessandro Carrara e mi sono affidata a lui!


In questo video potete ascoltare il dott. Alessandro Carrara al programma ELISIR su RAI 3 del 10 gennaio 2023, spiega cos’è la diastasi e la sua innovativa tecnica THT


 

3. La mia seconda Chance!

Dal 2017 al 2022 ho trascorso 5 anni sentendomi sempre “in difetto”, impaurita a fare qualsiasi attività fisica perché rischiavo sulle ernie, sulla schiena, su tutta la mia struttura fisica!

(E il tutto rimuginando la rabbia di essermi “affidata” ad un chirurgo che non conosceva come trattare adeguatamente il mio problema).

Nonostante la dieta sempre controllata, appena mangiavo l’addome diventava un pallone, si dilatava talmente tanto che potevo continuare a mangiare senza limiti, e questo non mi faceva capire come sarei stata qualche minuto dopo.

La schiena era sempre dolorante, una postura da donna incinta!

A livello intestinale non avevo il giusto contenimento, la giusta spinta, tutto si stava sfasando portandomi alla stitichezza.

E sopraggiungeva la tachicardia, collegata all’ernia e al reflusso che ne conseguiva.

Addio magliette aderenti, tanti complessi quando eseguivo esercizi fisici…tutto l’addome sembrava cedere e fuoriuscire senza contegno, e poi quel “bozzetto” che rimaneva lì!

Facendo sempre sport e stando attenta alla dieta questo vi assicuro era scoraggiante, e limitante.

Ma nel 2020 finalmente faccio la prima visita a Trento dal dott. Carrara, ho dovuto attendere 2 anni di lista e il 26 agosto 2022 mi sono finalmente operata con lui ad Arco.

Una località che amo perché spesso meta di vacanze arrampicatorie, sembrava un sogno andare lì!

L’ospedale, il personale, i pazienti…tutto splendido!!! Una degenza da sogno, non mi sembrava vero!

Un mese prima dell’intervento mi hanno “addormentato” gli addominali obliqui in maniera da essere facilitati durante l’intervento e riuscire ad avvicinare opportunamente i retti.

Questo può dare più rilassatezza e meno sostegno addominale, anche l’attività fisica di conseguenza non deve essere traumatica.

L’effetto dura più o meno 5 mesi, quindi il risultato estetico finale si ha almeno 4 mesi dopo l’intervento.

L’operazione è stata più faticosa del previsto, invece di un’oretta è durata il doppio perché doveva lavorare su una retina preesistente, ma il dott. Carrara ha fatto un capolavoro!

All’ospedale ho preferito mangiare secondi e verdure, lasciando cereali, patate, latticini.

Riuscivo a lavarmi i denti dal letto con Blancodent in polvere, che può essere ingerito, e lo consiglio vivamente per le degenze in ospedale.

Rispetto all’intervento del 2017 a Roma, questo non l’ho sofferto affatto, nessun antidolorifico necessario appena tornata a casa.

Il merito è della tecnica usata nella THT, dove si inserisce l’antidolorifico durante l’intervento direttamente nel tessuto addominale.

Ho avuto un paio di settimane di mal di schiena solo notturno che mi ha fatto dormire a tratti la notte tra sdraiata e seduta sul divano. Chiudere gli addominali riequilibria finalmente la postura, ma questa correzione un po’ si fa sentire.

Da in piedi invece erano subito spariti i doloretti a livello lombare e anche il bacino è tornato in linea senza più compensare all’infuori lo spanciamento.

Come per il primo intervento, avevo tanta paura di evacuare e di fare qualsiasi sforzo che compromettesse nuovamente tutto!

Ho seguito una dieta GAPS, che faccio seguire ai miei pazienti con problematiche intestinali e digestive:

Brodo di carne, carne morbida e grassa, uova, passati di verdure, tanti grassi, integratori di probiotici e vitamine, omega 3 e collagene.

E mi sono aiutata con clisteri fatti in casa.

Tutto questo mi ha permesso di rimettermi in forze e ritrovare equilibrio intestinale.

I primi giorni faticavo a camminare, ero molto rigida. Poi passeggiando ogni giorno ho ritrovato la piena mobilità già dopo 2 settimane.

La fascia mi ha fatto un po’ penare! Non sai mai se la metti bene e da fastidio alla schiena per quanto stringe…arrivata a 1 mese l’ho finalmente tolta!


Ho raccolto la mia storia IN QUESTO VIDEO, fino a 6 mesi dall’operazione, quando il tutto si può definire CONCLUSO!!!


 
 

4. Quale dieta seguire con la diastasi addominale? E quale prima e dopo l’intervento?

Una donna che presenta diastasi addominale molto spesso soffre di gonfiore all’addome dovuto a disturbi digestivi e intestinali, ed è predisposta alle infezioni urinarie.

La fascia addominale rilassata nella diastasi non permette il giusto contenimento delle viscere e questo ci porta ad avere meno peristalsi, stitichezza, meterorismo, disbiosi intestinale, ma anche a soffrire più facilmente di candida o cistite.

Il problema non è solo “meccanico”, dovuto cioè alla presenza di diastasi, ma dovuto alla flora intestinale in disordine, già presente in molte donne, e che alla lunga porta a permeabilità intestinale, allergie, intolleranze, patologie autoimmuni e neurologiche.

Gonfiore, stitichezza, diarrea, meteorismo, candida e cistite si possono correggere alla causa a prescindere dal presentare o meno diastasi addominale.

Quindi quando si sommano queste due situazioni, in attesa di un intervento alla diastasi o praticando una qualsiasi terapia migliorativa, è assolutamente indispensabile avvicinare un trattamento dietetico specifico.

La DIETA GAPS è efficace contro tutti i disturbi digestivi e intestinali perché agisce fin dalle prime settimane sul RIEQUILIBRIO DELLA FLORA BATTERICA e sul RISANAMENTO DELLA PERMEABILITA’ INTESTINALE.

Inoltre, molte donne prima dell’intervento devono PERDERE PESO, soprattutto il GRASSO VISCERALE, quello interno che ricopre gli organi e che risulta d’impedimento per il chirurgo.

In questi casi i protocolli che faccio seguire sono di DIETA CHETOGENICA con ottimi risultati sul grasso viscerale e localizzato.

Qui puoi approfondire cos’è la DIETA GAPS e QUALI ALIMENTI ELIMINARE, puoi anche scaricarti la GUIDA ALLA DIETA GAPS per avere un’idea di come agisce.

Come unica NUTRIZIONISTA in Italia certificata GAPS PRACTITIONER, ed “ex-diastasina”, posso solo incitarti a dare subito una possibilità a questo trattamento dietetico, perché è specifico e assolutamente efficace per l’apparato addominale!

 

5. Come prevenire la Diastasi?

Prevenire la distasi è possibile e deve essere fatto!

Aiutare le donne prima ancora del concepimento con la divulgazione di questa problematica.

Insegnare loro la dieta e stile di vita più corretti per rinforzare il collagene e gli addominali, riequilibrare la flora batterica e ritrovare la corretta evacuazione.

Tutto ciò che può trasmettere al feto e al nascituro un microbiota sano.

Far seguire corsi di ginnastica riabilitativa dopo il parto, senza incorrere in sport violenti o sforzi eccessivi che portano ad ernie.

Questo è lo sforzo che va fatto, perché è sconfortante per una mamma capire che esiste questa problematica solo nel momento in cui ne soffre!


Aiutatemi a divulgare la conoscenza della DIASTASI ADDOMINALE, condividete questo articolo con le donne che desiderano una gravidanza, con le neomamme, e con chi già ne soffre e cerca un aiuto concreto!


Grazie!

Dott.ssa Caterina Borraccino

Biologa Nutrizionista

Certificata GAPS PRACTITIONER

 

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Febbraio 25, 2023

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