Stato di chetosi: benefici per il nostro organismo

Lo stato di chetosi è una condizione fisiologica del nostro organismo che si manifesta con una produzione di chetoni più consistente.

I chetoni, o corpi chetonici, sono molecole che si formano nel fegato a partire dagli acidi grassi e sono utilizzati dal nostro corpo come fonte di energia.

In poche parole, i grassi vengono utilizzati come carburante principale al posto del glucosio, e questi possono derivare dalla dieta oppure dal nostro tessuto adiposo.

La dieta chetogenica ha spesso questo scopo, ovvero aiutarci a “sciogliere” il grasso in eccesso in maniera più efficace, nei punti giusti, attuando un dimagrimento localizzato.

Nel caso di patologie neurologiche, metaboliche e degenerative è un approccio valido e spesso l’unico, in quanto sostiene con efficienza il nostro corpo usando una fonte di energia diversa dal glucosio, che in questi casi è peggiorativo.

Ma non dobbiamo fare confusione quando si parla di stato di chetosi, perché spesso viene ricondotto ad un processo pericoloso piuttosto che fisiologico.

Va distinta infatti la chetosi in:

  • Chetosi Nutrizionale

  • Chetoacidosi Diabetica

 

La chetosi nutrizionale è un processo metabolico del tutto naturale nel nostro corpo.

In verità produciamo chetoni di continuo, ma sono di lieve entità.

Quando abbassiamo di tanto l’introito di carboidrati dalla dieta (e quindi ogni fonte di zuccheri), il nostro corpo produce chetoni in maniera più accentuata e questi pian piano diventano un prezioso carburante.

Nella dieta chetogenica lo stato di chetosi si valuta soprattutto con test ematici (misurati con strisce e glucometri specifici):

  • Valori inferiori a 0,5 mmol/l sono fisiologici, quindi non indicano un vero stato di chetosi.
  • Valori compresi tra 0,5 e 3 mmol/l indicano una chetosi da leggera a moderata
  • Valori superiori a 3 mmol/l non fanno la differenza in una dieta chetogenica, e non sono necessari da raggiungere.

Ma quando ci troviamo davanti a valori ben superiori, oltre i 15 mmol/l, parliamo di chetoacidosi.

La chetoacidosi è una condizione particolare, pericolosa, che possono rischiare i malati di diabete. 

L’aumento della concentrazione dei chetoni nel sangue infatti porta ad un abbassamento del PH con rischio di coma diabetico.

È in questi pazienti che lo stato di chetosi può rappresentare un pericolo per la salute.

La chetoacidosi si viene a generare essenzialmente perché le cellule non riescono a ricevere glucosio per la mancanza di insulina tipica del diabete.

È come se digiunassero e questo induce automaticamente l’utilizzo dei grassi da parte del nostro copro per produrre chetoni.

Il corpo di un diabetico in questa condizione si ritrova ad avere nel sangue contemporaneamente un eccesso di entrambi i carburanti, glucosio e chetoni.

E questo porta ad un esito pericoloso per la salute, da tenere assolutamente sotto controllo.

Sintomi dello stato di chetosi

Quando ci accorgiamo di essere entrati in chetosi?

Come possiamo misurare quanti chetoni abbiamo?

Sono le domande più comuni che pongono le persone che si approcciano alla dieta chetogenica.

Molti miei pazienti sono curiosi infatti di vedere un “numero” che garantisca una sorta di conferma, di aver fatto le cose per bene, di aver seguito il protocollo in maniera corretta.

C’è chi ricorre alle strisce per il test delle urine, chi invece vuole un numero più esatto e va di strisce per il test ematico.

Facciamo una precisazione dovuta.

I chetoni non sono tutti uguali…ne produciamo ben 3 tipi diversi!

Abbiamo infatti:

  • Acetone

  • Acetoacetato

  • 3-idrossibutirrato

Ti invito ad approfondire la loro conoscenza nell’articolo dedicato alla DIETA CHETOGENICA. 

Ma anche senza misurarli si riesce a capire che siamo entrati in chetosi ad esempio da questi sintomi: 

  • Mancanza di fame

  • Alitosi

  • Maggiore lucidità mentale

  • Qualità del sonno diversa, per alcuni migliorata per altri uno stato di dormiveglia, ma comunque riposante

  • Risveglio mattutino energico

C’è da dire però che non tutti sperimentano un ingresso in chetosi del tutto roseo.

Più si è dipendenti dagli zuccheri, più si è infiammati, più si ha una flora intestinale in disordine, maggiori saranno i sintomi di passaggio tipici della cosiddetta “KETO FLU”.

Alcuni avvertono mal di testa, nausea, stitichezza o diarrea, spossatezza, stanchezza, malumore,…

Sono sintomi passeggeri che scompaiono in genere dopo qualche giorno.

L’equilibrio si ritrova nel momento in cui il nostro corpo si adegua all’uso dei chetoni per ricavare energia. E lo fa anche il nostro cervello.

Da questo momento in poi i benefici della chetogenica cominciano a farsi apprezzare, nella forma fisica e nelle prestazioni mentali.

I benefici dello stato di chetosi

Dopo aver superato la fase iniziale della dieta chetogenica, arrivano chiari e ben distinti i benefici dello stato di chetosi!

I primi cambiamenti arrivano sicuramente a livello mentale.

C’è chi prova una lucidità e un’efficienza mai sperimentata prima. Si riesce ad essere subito attivi già di prima mattina, a fine giornata abbiamo ancora energia da vendere e tutto questo sembra davvero insolito.

Chi segue la dieta chetogenica per patologie autoimmuni vede attenuarsi i disturbi.

Ad esempio, in pazienti con fibromialgia capita spesso che i dolori articolari e muscolari diminuiscano già dalle prime settimane.

In bambini o adulti con disturbi neurologici cambia il temperamento, un risultato che sicuramente fa la differenza quando parliamo di autismo, epilessia, iperattività e disturbo dell’attenzione.

Che sia un disturbo neurologico o fisico è comprovato che i chetoni abbiano un’azione modulante contro l’infiammazione.

In realtà non è ancora del tutto chiaro come agiscano, ma il cambiamento che generano nelle persone che seguono la dieta chetogenica è evidente.
Non per altro i protocolli chetogenici sono applicati da un secolo a questa parte e spesso sono gli unici a poter offrire un beneficio.
 

Dopo quanti giorni si entra in chetosi?

Quanto tempo serve per apprezzare tutti questi benefici?

Anche qui è soggettivo. In genere i primi tre giorni di dieta chetogenica il nostro corpo va a smaltire completamente le riserve di glucosio stoccate nel fegato e nei muscoli sotto forma di glicogeno.

Il quarto giorno già potremmo vedere un aumento di chetoni usando le strisce per urine ma anche quelle ematiche.

Ci sono però persone che non vedono mai un valore di chetoni tale da dichiararsi effettivamente in chetosi. Sono condizioni che possono durare anche qualche settimana e può dipendere da tanti motivi.

In primo luogo chi ha un microbiota intestinale in disordine, ovvero soffre di disbiosi, potrebbe avere delle specie che gli remano contro, che producono loro stesse glucosio!

Altri motivi sono legati ad esempio al fatto che i chetoni li utilizziamo efficacemente come carburante fin da subito, quindi non ne abbiamo troppi in circolazione.

Oppure, anche se mangiamo pochi carboidrati, è possibile che li consumiamo in maniera eccessiva dalle verdure. O ancora, stiamo mangiando troppe proteine e queste generano nuovo glucosio.

È importante comunque non essere troppo fissati sulla misura dei chetoni. Il benessere che comporta questo percorso agisce attraverso tanti aspetti e non solo grazie alla presenza dei corpi chetonici!

A volte è lo proprio stress a cercare chetoni o lo stile di vita scorretto che sbilanciano il nostro assetto ormonale, e a quel punto la dieta da sola non può essere la soluzione (in genere non lo è mai!).

Come si dice: “che il viaggio sia la meta!”, non rendiamo i chetoni una semplice meta, a volte neanche raggiungibile, ma godiamoci tutti i benefici che il percorso chetogenico ci offre!

Effetti collaterali dello stato di chetosi

Come anticipato, non entrano tutti alla stessa maniera in uno stato di chetosi.

I primi giorni della dieta chetogenica sono decisivi, se non si supporta il paziente con un piano personalizzato, nutrizionale e soprattutto d’integrazione, il rischio che molli insoddisfatto è altissimo.

Oltre alla Keto-flu di cui ho parlato poco sopra, è necessario sottolineare che la dieta chetogenica è comunque una “purificazione” del nostro corpo.

Più il nostro corpo è dipendente dagli zuccheri, dai cibi raffinati, più è infiammato e intorpidito dal fiume di tossine che riceve ogni giorno, e più sarà presumibilmente importante la reazione di detossificazione che avrà.

Pensiamoci un attimo.

Per anni, anzi decenni, il nostro corpo ha dovuto “digerire” cibi del tutto sconosciuti da quelli adatti al nostro DNA, e si è ritrovato a “stoccare” tossine ormai ingestibili che lo hanno infiammato fino a farlo sfogare in patologie.

Non possiamo pensare che solo staccando la spina torniamo in salute. I processi di guarigione, tutti nessuno escluso, non sono indolori.

E così lo è la fuoriuscita di tossine, la riparazione cellulare, il risanamento dei tessuti del nostro corpo.

Nella dieta chetogenica parlare di effetti collaterali non è appropriato (se non intendiamo la chetoacidosi diabetica, ben altro!), si tratta di manifestazioni di pulizia e risanamento.

Ma è importante sottolineare che un processo di risanamento diventa un effetto collaterale quando il paziente non è supportato adeguatamente.

È imprescindibile cucire su misura del paziente il protocollo più adatto e più efficace al suo specifico metabolismo, mettere a punto non solo i cibi giusti ma soprattutto l’integrazione.

Ed è sottinteso, il paziente va seguito costantemente con un supporto attivo!

Purtroppo molte persone si documentano e partono da sole in un piano chetogenico senza aver appreso questi concetti importanti.

Non sanno scegliere le integrazioni giuste, non sanno valutare quali cibi sono adatti alla propria patologia, ai propri obiettivi, ed è qui che la dieta chetogenica guadagna purtroppo l’aggettivo “pericolosa”!

Mal di testa, eczemi, insonnia, svenimenti, malumore, amenorrea, squilibri ormonali…

Sono purtroppo le manifestazioni che vanno “tradotte” per il paziente oltre che certamente attenuate/evitate tempestivamente, cosa possibile solo se c’è un supporto dedicato e continuativo.

Il merito è tutto dei chetoni?

Come in ogni cosa, non esiste un’entità miracolosa!

Non c’è “UNA” cosa che funziona ma “TANTE INSIEME” che collaborano sinergicamente tra loro.

Nei miei studi e nella mia esperienza professionale ho compreso come in effetti nelle diete chetogeniche di successo i motivi del benessere non risiedevano principalmente nella sola presenza dei chetoni…

Se siete già miei pazienti saprete già di cosa parlo e non avete mai avuto necessità di confermare i vostri traguardi con una striscetta per chetoni!

Una dieta è efficace se sa trattare l’infiammazione, aumentare il benessere psicofisico, eliminare le tossine, far lavorare al meglio il nostro metabolismo.

Non basta avere i chetoni per questo, serve eliminare determinati cibi per un periodo, e non intendo quelli scelti per il basso contenuto di carboidrati.

Molto spesso nei miei piani non sono ammessi cibi per criteri ben più importanti e determinanti per la salute intestinale in primo luogo.

Se desiderate approfondire vi invito alla lettura di questo articolo e all’ascolto del video dedicato:

Perché la dieta va personalizzata: Dieta Paleo, Dieta Chetogenica, Dieta GAPS

Buona lettura,

Dott.ssa Caterina Borraccino

Biologa Nutrizionista

Certificata GAPS PRACTITIONER

Foto 17-04-21, 21 26 46

Ascolta i miei video:

TI ASPETTO SU FACEBOOK

Segui la Pagina BenEssere Paleo con un Like e sarai aggiornato sui nuovi articoli!

Clicca e iscriviti ai miei Gruppi Facebook:

BenEssere Paleo  BenEssere Paleo Donna  Dieta GAPS Italia

Marzo 21, 2022

Tag:

Lascia un commento